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La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, un complesso di sostanze azotate che si forma durante l’impasto, con acqua, della farina di alcuni cereali, come avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.
In Italia è riconosciuta come malattia sociale, tanto che si stima colpisca all’incirca 400/600.000 Italiani, cioè una persona ogni 100/150 abitanti.

Per combattere la malattia celiaca l’unica terapia attualmente valida è quella dietetica. Il celiaco è quindi costretto ad eliminare dalla propria tavola tutti quegli alimenti che contengono anche solo piccole quantità di glutine.
In molti casi si correla a sintomi molto lievi tanto che il paziente convive con questi problemi per anni senza rendersi effettivamente conto dell’anomalia (celiachia silente).

Tra i sintomi più frequentemente correlati a questa malattia ricordiamo:

  • Anemia da carenza di minerali (Ferro) o vitamine (vitamina B12, acido folico);
  • Osteoporosi precoce per ridotto assorbimento di calcio e carenza di vitamina D che può condurre nei casi più gravi a fratture ossee in seguito a traumi di lieve entità;
  • Aftosi orale (quel fenomeno che porta alla formazione di piccole placche rotondeggianti e fastidiose sulle mucose orali) e più in generale dermatite erpetiforme (una particolare lesione bollosa della cute);
  • Cefalee e malessere generale associato a debolezza;
  • Problemi di natura psicologica come ansia, irritabilità e depressione;
  • Gonfiore addominale, colite, diarrea intermittente, flatulenza, crampi.

La celiachia può essere riconosciuta anche dalla implicazioni che provoca nel cavo orale, coinvolgendo sia i tessuti molli che i tessuti duri.
Si può riscontrare:

  1. Stomatite aftosa ricorrente: caratterizzata dalla presenza di ulcere infiammatorie dolorose a livello della mucosa orale. È presente in circa un terzo dei pazienti affetti da celiachia e, per alcuni Autori, è uno dei segni che più frequentemente consente una diagnosi precoce della malattia;
  2. Lingua a carta geografica: aree di atrofia delle papille linguali che danno alla lingua l’aspetto di una cartina geografica; non sono sempre presenti, ma si alternano a periodi di guarigione. Può essere asintomatica come dare bruciore con l’assunzione di cibi acidi. È presente in circa il 10% dei pazienti con celiachia;
  3. Cheilite angolare: ragadi dolorose a livello della commessura labiale;
  4. Bruciore generalizzato alla lingua;
  5. Difetti dello smalto: macchie, irregolarità della superficie dello smalto fino alla sua completa mancanza, ipoplasia, ipo-mineralizzazione. Queste alterazioni possono portare a sensibilità dentale aumentata e/o maggior fragilità e suscettibilità alla carie. Colpisce circa il 50% dei soggetti in dentatura mista o permanente.

 

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